
Ogni giorno, quando ci svegliamo, il nostro primo pensiero deve essere un pensiero di ringraziamento.
Ma ve lo ricordate? Ce lo dicevano sin da quando eravamo bambini. Addirittura a catechismo.
Da piccola avevo un angioletto con una lucina sempre accesa e ricordo che la mamma mi diceva che dovevo ringraziarlo e pregarlo di proteggermi ogni giorno. La mattina appena sveglia e la sera prima di addormentarmi. Ma soprattutto dovevo ringraziarlo! Ed aveva perfettamente ragione. Peccato che, col tempo, si cancellano anche le buone abitudini.
Ringraziare il Cielo,l'Esistenza, l'Infinito, ... fino a sentire che tutto ciò che ci accade è per il nostro bene.
D’ora in poi diciamo: “Grazie!” Ringraziamo per tutto ciò che abbiamo e anche per ciò che non abbiamo, per ciò che ci dà gioia e per ciò che ci fa soffrire. È così che alimenteremo in noi la fiamma della vita.
È una legge che bisogna conoscere: nulla può resistere dinanzi alla Gratitudine. Non dimentichiamoci mai di ringraziare anche quando siamo infelici, malati o in miseria... E' questo il più grande segreto: benché infelici, riuscire a trovare sempre una ragione per ringraziare!
Ringraziare! Rendere grazie! Rallegrarsi nel vedere gli altri ricchi, in buona salute, nell’abbondanza… solo così certe porte si apriranno e le benedizioni cominceranno a riversarsi su di noi.”
(liberamente tratto da una citazione di Omraam Mikhaël Aïvanhov)


"il solo amore davvero umano è un amore immaginario, che si insegue per tutta la vita, che generalmente trova origine nell'essere amato, ma che presto non ne avrà più né le proporzioni, né la forma palpabile, né la voce, per diventare una vera creazione, un'immagine senza realtà. Allora non bisogna assolutamente cercare di far coincidere questa immagine con l'essere che l'ha suscitata e che è solo un pover'uomo, o una povera donna, molto in difficoltà col suo inconscio. Dobbiamo gratificarci con quell'amore, con ciò che crediamo sia e non è, con il desiderio e non con la conoscenza. Dobbiamo chiudere gli occhi e fuggire la realtà. Ricreare il mondo degli dèi, della poesia e dell'arte" (H.Laborit"Elogio della fuga")
La strada dell'amore passa per noi ed è senza mappa ne immagine di confronto è la strada che troviamo ad un certo punto della nostra vita che si presenta a noi per la nostra voglia di amare, oltre, più oltre poichè esiste un mondo parallelo, un universo creato nel reame dell'immaginario del sogno. Lì le figure sono reinventate. Tutto è ri-creazione, anche l'Io è trasmutato. Gli occhi osservano in spirale le immagini della realtà che si trasforma in eteree sensazioni. Dolcemente, le emozioni dipingono ciò che non possiamo avere. Facciamo l'amore ogni istante, mentre creiamo. Senza sforzo, senza costrizioni, solo con il piacere dell'essere. Nere figure, rossi contorni che si disegnano, per farci sentire meno soli in una realtà sempre più al confine con l'umano. La fuga è un momento onirico, unico luogo in cui la bellezza è eccezionalmente possibile.