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giovedì 25 febbraio 2010

Amore, Gratitudine e Gioia



Ogni giorno, quando ci svegliamo, il nostro primo pensiero deve essere un pensiero di ringraziamento.

Ma ve lo ricordate? Ce lo dicevano sin da quando eravamo bambini. Addirittura a catechismo.
Da piccola avevo un angioletto con una lucina sempre accesa e ricordo che la mamma mi diceva che dovevo ringraziarlo e pregarlo di proteggermi ogni giorno. La mattina appena sveglia e la sera prima di addormentarmi. Ma soprattutto dovevo ringraziarlo! Ed aveva perfettamente ragione. Peccato che, col tempo, si cancellano anche le buone abitudini.

Ringraziare il Cielo,l'Esistenza, l'Infinito, ... fino a sentire che tutto ciò che ci accade è per il nostro bene.
D’ora in poi diciamo: “Grazie!” Ringraziamo per tutto ciò che abbiamo e anche per ciò che non abbiamo, per ciò che ci dà gioia e per ciò che ci fa soffrire. È così che alimenteremo in noi la fiamma della vita.

È una legge che bisogna conoscere: nulla può resistere dinanzi alla Gratitudine. Non dimentichiamoci mai di ringraziare anche quando siamo infelici, malati o in miseria... E' questo il più grande segreto: benché infelici, riuscire a trovare sempre una ragione per ringraziare!

Ringraziare! Rendere grazie! Rallegrarsi nel vedere gli altri ricchi, in buona salute, nell’abbondanza… solo così certe porte si apriranno e le benedizioni cominceranno a riversarsi su di noi.”

(liberamente tratto da una citazione di Omraam Mikhaël Aïvanhov)

giovedì 18 febbraio 2010

pulsa la vita negli occhi dell'uomo ove il tutto traspare: il cielo, la terra, il mare... e la bellezza di d_o


adoro l'uomo magro, slanciato
con l'aria vissuta e lo sgaurdo lontano
perso nell'oltre, tornato al futuro.

quell'uomo un po' saggio e un po' bambino
con l'aria di chi soffre di perenne malinconia
per quella tremenda nostalgia del paradiso perduto

di quel luogo no-luogo che in verità ha lasciato
solo da pochissimo tempo e che ora, catapultato qui,
ha reso il suo soggiorno più greve,

gravido della gravità spaziale e dell'enorme peso
di questa impermanenza che lo separa dall'infinito
e che, come il più tedioso dei tarli lo divora e pian piano
lo consuma, dentro.

così mi fermo visibilmente attratta a guardare quell'uomo.
m’incanta quel suo sottile sorriso astutamente sornione,
dipinto nella morbida trasparenza tra il celato ed il furbo:
semplicemente candido, pennellato di neve, velato.

il bellissimo sorriso di colui che ha scalato le più alte vette
così come ha visto del suo baratro il fondo
e che quel fondo l'ha raggiunto,
lo ha visitato, lo ha anche toccato ma che, in compenso,
nè l'ebrezza dell'altezza, né quel fondo, lo hanno minimamente intaccato.

dove un altro si sarebbe certamente imbrattato,
ne è uscito vivo senza sporcarsi, anzi, s'è ri-generato:
ivi ha aquisito la vivida luccicanza
di chi conosce l'acqua dell'abisso stesso in cui s'è bagnato.

è restato a lungo in quell'accecante buio
giù, nel profondo, senza più fiato
come d'altri sensi munito
al suono d'un sussurro armonioso e vibrante.

lì nell'apnea e nell'ombra una forza oscura l'ha cullato
nel liquido amniotico d'una terra antica ed affine
che, benedetta, l'ha accolto tra materne braccia,
senza annegarlo

solo per farlo ri-nascere a nuova vita.

sabato 16 gennaio 2010

percorrere la via dell'Amore per andare oltre...



"il solo amore davvero umano è un amore immaginario, che si insegue per tutta la vita, che generalmente trova origine nell'essere amato, ma che presto non ne avrà più né le proporzioni, né la forma palpabile, né la voce, per diventare una vera creazione, un'immagine senza realtà. Allora non bisogna assolutamente cercare di far coincidere questa immagine con l'essere che l'ha suscitata e che è solo un pover'uomo, o una povera donna, molto in difficoltà col suo inconscio. Dobbiamo gratificarci con quell'amore, con ciò che crediamo sia e non è, con il desiderio e non con la conoscenza. Dobbiamo chiudere gli occhi e fuggire la realtà. Ricreare il mondo degli dèi, della poesia e dell'arte" (H.Laborit"Elogio della fuga")

La strada dell'amore passa per noi ed è senza mappa ne immagine di confronto è la strada che troviamo ad un certo punto della nostra vita che si presenta a noi per la nostra voglia di amare, oltre, più oltre poichè esiste un mondo parallelo, un universo creato nel reame dell'immaginario del sogno. Lì le figure sono reinventate. Tutto è ri-creazione, anche l'Io è trasmutato. Gli occhi osservano in spirale le immagini della realtà che si trasforma in eteree sensazioni. Dolcemente, le emozioni dipingono ciò che non possiamo avere. Facciamo l'amore ogni istante, mentre creiamo. Senza sforzo, senza costrizioni, solo con il piacere dell'essere. Nere figure, rossi contorni che si disegnano, per farci sentire meno soli in una realtà sempre più al confine con l'umano. La fuga è un momento onirico, unico luogo in cui la bellezza è eccezionalmente possibile.